Specie di spazi

Bollati Boringhieri
5,0
3 umsagnir
Rafbók
106
Síður
Einkunnir og umsagnir eru ekki staðfestar  Nánar

Um þessa rafbók

«Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti... Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo. I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: niente somiglierà più a quel che era, i miei ricordi mi tradiranno, l’oblio s’infiltrerà nella mia memoria, guarderò senza riconoscerle alcune foto ingiallite dal bordo tutto strappato. Non ci sarà più la scritta in lettere di porcellana bianca incollate ad arco sulla vetrina del piccolo caffè di rue Coquillière: “Qui si consulta l’elenco telefonico” e “Spuntini a tutte le ore”.
Come la sabbia scorre tra le dita, così fonde lo spazio. Il tempo lo porta via con sé e non me ne lascia che brandelli informi. Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: strappare qualche briciola precisa al vuoto che si scava, lasciare, da qualche parte, un solco, una traccia, un marchio o qualche segno».

Einkunnir og umsagnir

5,0
3 umsagnir

Um höfundinn

Georges Perec (1936-1982), dopo studi di sociologia, si dedicò a un’intensa attività letteraria, in particolare nell’ambito di quell’Ouvroir de littérature potentielle (OULIPO) che ebbe tra i suoi Queneau e Calvino. La sua opera, della quale è ormai universalmente riconosciuta l’originalità e l’importanza, comprende in traduzione italiana presso Bollati Boringhieri: Mi ricordo (1988, n. ed. 2013), Specie di spazi (1989), Teatro (1991, n. ed. 2014), L’infra-ordinario (1994), Cantatrix sopranica L. e altri scritti scientifici (1996).

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